​Il Piano Transizione 5.0, introdotto dal Decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, mira a sostenere la trasformazione digitale ed energetica delle imprese italiane, promuovendo processi produttivi più efficienti e sostenibili.

Con una dotazione finanziaria di 6,3 miliardi di euro per il biennio 2024-2025, il piano offre un credito d’imposta alle imprese che effettuano nuovi investimenti in beni strumentali materiali e immateriali tecnologicamente avanzati, come indicato negli allegati A e B della Legge 11 dicembre 2016, n. 232.

Per accedere all’agevolazione, gli investimenti devono garantire una riduzione dei consumi energetici almeno del 3% a livello di unità produttiva o del 5% per i processi specifici interessati.

Le aliquote del credito d’imposta variano in base all’entità dell’investimento e al risparmio energetico conseguito, con percentuali che vanno dal 35% al 45%. Sono incentivati anche gli investimenti in impianti per l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, nonché le spese per la formazione del personale finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la transizione digitale ed energetica.

Per usufruire del credito d’imposta, le imprese devono presentare una richiesta telematica al Gestore dei Servizi Energetici (GSE), corredata dalla documentazione necessaria e dalle certificazioni rilasciate da valutatori indipendenti che attestino la riduzione effettiva dei consumi energetici.

Il credito d’imposta può essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24, presentato attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, in cinque quote annuali di pari importo.

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